Nel 1989
esce il “Manifesto per un’architettura bioecologica” sul
quale scrivevano gli architetti Siegfried Campana,
Gianfranco Carignano, Enrico Micelli ed Ermes Santi e che
affronta a viso aperto le problematiche dell’uso di
materiali costruttivi (e dannosi per l’uomo) in uso
nell’edilizia di oggi. “Se osserviamo la situazione
ambientale del pianeta – esordivano – dobbiamo constatare
che l’attuale modello di sviluppo sta per raggiungere il
punto di rottura. E’ necessaria una presa di coscienza
generale per comprendere come si è giunti a tale situazione,
per evitare una catastrofe che si profila, “inventando” un
nuovo modello che sia in grado di arrestare questo processo
di autodistruzione…… Per produrre di più e guadagnare in
tempo e denaro si dà mandato, soprattutto alla chimica, di
trovare nuovi prodotti da imporre al consumatore. Il
risultato finale è l’inquinamento diffuso a tutti i livelli
che mina la salute dell’uomo; e la pubblicità sfrenata e
suadente offusca la nostra capacità di renderci conto di
questo fatto…. Inutili sono stati finora le grida d’allarme
di tanti scienziati scossi dai disastri che hanno colpito la
Terra inq eusti ultimi anni e che sono stati provocati
dall’uomo…”
Fortunatamente sempre più persone guardano alla bio-edilizia e
al costruire e arredare sano. Si registra, infatti, un andamento
in crescendo verso il naturale e le cose naturali, verso il
mobile ecologico e verso le tinture naturali; verso il
riscaldamento della casa meno dannoso e l’edilizia tradizionale
che punta al benessere della persona, più che al risparmio
apparente (mobili poco costosi ma che durano poco e sono fonti
inquinanti per colle e vernici tossiche).